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mercoledì 11 aprile 2012

Società e Politica. La Lega ce l'ha d'euro


La famosa differenza del Nord?

A.S.

martedì 13 marzo 2012

Società e Politica. Impronunciabili



Secondo Josip Vissarionovich Dzugavili “la morte di un uomo è una tragedia, un milione di morti è statistica”. Ma esistono eccezioni. Per le quali anche i nomi sono evidentemente superflui.

A.S.

venerdì 11 novembre 2011

Società e politica. Tumulti, io Jane




Ieri sera, netbook sul tavolo di cucina, lavorando. Tv sintonizzata su "Piazza Pulita", su La7. Mai visto prima.
Non male, dico. Ospiti validi. Dibattito acceso, ma spazio per discorsi compiuti, approfonditi, riflessioni serie, con tempi accettabili, nonostante la pubblicità.
A un certo punto: collegamento con Cagliari, protesta davanti al palazzo della Regione. "Popolo delle partite Iva", vessati di Equitalia, precari, disoccupati, indignati vari. Bandiere dei quattro mori al vento, urla, fischi, sorrisi e manine che salutano in camera. Poi, tremende, le interviste. Motivazioni incerte, in italiano incerto. Casino su casino. Rivendicazioni, indipendentismo, insulti a Prodi, Visco, Fisco, Equitalia. Occasione per far capire le ragioni della protesta buttata al vento. Mentre in studio Matteo Salvini sembra un gigante (e fa notare en passant come la Sardegna sia tra le tre regioni con più alto tasso di falsi invalidi) e capisci perché la Lega sia qualcosa di più di un dito medio.

A.S.

lunedì 31 ottobre 2011

Società e politica. Calciatori e scalciatori.

Nel calcio, a 30-35 anni si è già vecchi; in politica si è troppo giovani; in guerra si è uomini e basta. Sentimentalmente, soffro per la vecchiaia dei calciatori dell’Inter e per l’inettitudine della società che non ha saputo cogliere (e magari monetizzare) i segni del declino la notte di Madrid. Intellettualmente, mi godo lo scontro generazionale Bersani-Renzi, senza tifare per l’uno o per l’altro, pensando però che chi guida un partito debba usare altri argomenti (cosa vuol dire “idee superate, da anni ‘80?”). Ognuno, vecchio o giovane, ha il diritto di aspirare a prendere in mano il potere e non mi risulta che in politica si possa fare chiedendolo per (o con) cortesia. Quindi, vinca il migliore o il peggiore, ma possibilmente il nuovo, grazie.

Alessandro Soddu

lunedì 26 settembre 2011

Politica. A far l'amore comincia tu



L'Italia è una repubblica pornocratica fondata sul lavoro.




A.S.

giovedì 22 settembre 2011

lunedì 18 luglio 2011

Società e Politica. Sangue e urine




Ci chiedono sacrifici, austerità, rigore, comportamenti virtuosi. Di vivere e di morire senza libertà. Mentre lorsignori non rinunciano a niente. Nostri carnefici ai quali puntualmente diamo la nostra fiducia.
Continuerò a vivere del mio, della mia dignità e del mio rigore, crisi o non crisi, manovra o non manovra.

Che questa ennesima discesa nella fogna politica, sociale e incivile italiana serva almeno a chiarire le idee agli ultimi illusi, tra poco più poveri.

A.S.

giovedì 16 giugno 2011

Petrolio. Satyricon.

Ovvero la società nonostante Pasolini e la letteratura latina


IL POST CHE STAI PER LEGGERE E' OFFENSIVO E TESO A SEMPLIFICARE LA REALTA'. E' IL FRUTTO DI UNA MENTE CHE CREDE DI AVERE TUTTE LE RISPOSTE (sindrome da googlepotenza) E CHE, PER AVERNE UNA IN PIU', VORREBBE FARTI UNA DOMANDA : SE NON VUOI IL NUCLEARE PER RAGIONI SALUTISTICO-ECONOMICHE, PERCHE' DIAVOLO CONTINUI A FUMARE LE SIGARETTE??

Il referendum è stato un gran sondaggio. Non c'era nessun complotto per impedirti di votare, ma solo lo scopertissimo intento di fartelo credere. E ci hai creduto. E lo hai fatto per una serie di buoni motivi:

1) guardi ancora la tv;
2) non hai idee tue perchè non pensi con la tua testa (vedi punto 1);
3) confondi la politica con il calcio;
4) hai ancora bisogno di un nemico perchè non sei mai cresciuto (psicoanalisi);
5) nelle risposte monosillabiche te la cavi alla grande (vedi punto 1,2,3 e 4);
6) i comici che ti fanno ridere hanno davvero pochi argomenti e neanche un talento, se non quello dei giochi di parole di basso livello;
7) credi che il miglior modo di fare politica sia chiedere insistentemente agli altri di farla bene;
8) è chiaro che non hai cose più interessanti da fare.

Nonostante il mio cinismo anarchico particolarmente velenoso per essermi persa l'Europride e non aver dunque avuto niente di meglio da fare che sottopormi al sondaggio nazionale, io mi chiedo queste cinque cose:

  • è grave esser costretti a comprare l'auto per andare a lavoro?

  • è idiozia quella di chi con l'auto, pur di arrivare prima , corre il rischio di non arrivare mai più?

  • è da imbecilli pretendere parcheggi anzichè pretendere il miglioramento dei trasporti pubblici?

  • è un reato l'incomprensibile e costante aumento della benzina?

  • è motivo d'indignazione il fatto che non posso piazzarmi una pala eolica nel mio terreno e produrmi l'energia?

Se vuoi, puoi rispondermi con 5 inutili sì. Perlomeno qua sono gratuiti.

Prospettive alternative

In riferimento al punto 4 sul significato del nemico, ti segnalo che Umberto Eco ha da poco pubblicato una raccolta di saggi intitolata "Costruire il nemico". Ma se vuoi approfondire il tema, ti consiglio entrambe le monografie storiche di Sallustio (86 a.C. - 35 a.C.) e il romanzo "Coscine di pollo" di Tom Robbins (1990).

Risate alternative

Giorgio Gaber, "La democrazia" (1997-1998)


Denise Pisanu

martedì 14 giugno 2011

Società e Politica. 57%

Lascio carri e petardi agli ipocriti e agli illusi della prima e dell'ultima ora. E degli esegeti della "fine della tirannia" me ne infischio. Spero solo di avere il tempo di vedere qualcosa di realmente nuovo. Se non migliore, almeno nuovo.


A.S.

venerdì 10 giugno 2011

Società e Politica. Doppie punte



Detto che Santoro non mi è mai piaciuto, fa sempre un certo effetto assistere ad una "ultima puntata", di qualsiasi cosa si tratti. Non mi mancheranno le urla, la maleducazione degli ospiti-tromboni dell'una e dell'altra parte politica e quella di Grillo (allergico al contraddittorio proprio come Berlusconi). Eppure, in un paesaggio televisivo che riflette alla perfezione il paesaccio reale, sono curioso di vedere cosa proporrà la RaiTv e come verranno servite le pietanze politiche di un futuro prossimo che ci sono buone ragioni per credere sarà senza Berlusconi. Viene quasi da pensare che Santoro abbia mollato la presa nel momento in cui il suo acerrimo nemico sembra aver esaurito le cartucce. Se così fosse, sarà interessante immergersi in un nuovo clima, chissà se migliore. In caso contrario, l'omologazione e la parata di lacchè dal primo al sesto canale ci farà rimpiangere la faccia d'angelo di Travaglio. Ma non credo.


A.S.









mercoledì 8 giugno 2011

Società & Politica. Quattro "Sì"

Se l'evidenza dei fatti mostrasse che un servizio pubblico (o di pubblica utilità) gestito da un soggetto privato (anche nella forma della compartecipazione e per mezzo della figura dell'amministratore delegato) funziona meglio del medesimo servizio gestito da un soggetto pubblico, allora non avrei dubbi: ben venga la gestione privata. Invece, basta guardarsi un po' intorno e... cosa dire, ad esempio, della nuova Alitalia o di Trenitalia? Non affermo che il servizio offerto ai viaggiatori sia peggiorato, ma i disservizi ferroviari sono all'ordine del giorno, mica sono scomparsi, mentre la ex compagnia aerea di bandiera ha abbandonato diversi scali italiani (senza contare che quando si è reso necessario "salvarla" dai debiti, i soldi li ha messi lo Stato...). Respingiamo la gestione privata, ma pretendiamo una gestione pubblica dotata di risorse umane e finanziarie adeguate, per servizi efficienti.

La gestione del servizio idrico deve restare pubblica anche per un altro motivo, non meno importante: l'acqua non è soltanto un "bene comune" (come in molti sostengono, a ragione), ma è anche un bene essenziale, cioè indispensabile - perché insostituibile - per la vita umana. Essa deve essere accessibile a tutti, a costi contenuti. Pertanto, l'acqua non può essere oggetto di profitto economico, perché la remunerazione del capitale investito implicherebbe un notevole aumento delle tariffe sui consumi.

Le ragioni fondamentali per rifiutare l'installazione di centrali nucleari, secondo me, sono tre: sono necessari tempi lunghi per la loro costruzione (almeno un ventennio), sono necessari tempi altrettanto lunghi per il ripianamento delle spese di realizzo e, infine, l'eredità paurosa delle scorie. Il materiale radioattivo diventa inerte soltanto dopo decine di migliaia di anni: un tempo troppo lungo per non temere l'inquinamento del terreno e delle falde acquifere. Forse non è un rischio per la nostra generazione, ma possiamo per questo chiudere gli occhi?

La classe politica è eletta dal popolo sovrano e tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. Non esiste alcuna ragione per cui il capo del governo ed i ministri debbano godere del privilegio di sottrarsi al giudizio in sede penale. La legge prevede già la possibilità, data ad ogni cittadino, di non comparire davanti al giudice o di chiedere il rinvio dell'udienza a fronte di gravi e giustificati motivi. Basti questo anche ai signori del "legittimo impedimento".


Francesco Obinu

martedì 31 maggio 2011

Società e Politica. L'Italia s'è desta?



Primavera 2011. Qualcosa, forse, è davvero cambiato.



A.S.

venerdì 6 maggio 2011

giovedì 5 maggio 2011

Società e Politica. Il plagio di Silvio e di Cetto





M. Mauss, Saggio sul dono. Forma e motivo dello scambio nelle società arcaiche, PBEinaudi, Torino (1950) 2002, p. 33.

[da un suggerimento del nonno di Heidi, che ringrazio]


A.S.

venerdì 21 gennaio 2011

Società e Politica. L'inutile




Ci provi a guardare Annozero. Vuoi saperne di più, anche se sai che la litania sarà sempre quella, la stessa da anni. E avanti Travaglio, avanti Belpietro, e, forza, la Santanchè e pure la De Gregorio, e Zucconi dagli States e il pubblico indignato, e il baffone in collegamento, e le vignette di Vauro (la cosa migliore). Però ‘sto Circo Santoro alla fine è una tristezza. Vuole mostrare o dimostrare ciò che è sotto gli occhi di tutti e che a molti non interessa, almeno non sotto quel punto di vista. Si confonde reato con peccato, si fa giornalismo d’assalto, non c’è una linea coerente e non a caso Belpietro e Santanchè ne escono sempre bene. Quando il fine non giustifica i mezzi o i mezzi sono semplicemente scarsi.

A.S.

giovedì 23 dicembre 2010

Società e Politica. Felice anno nuovo?


Potenza della lirica dove ogni dramma è un falso
che con un po' di trucco e con la mimica puoi diventare un altro

A.S.

giovedì 9 dicembre 2010

Società e Politica. Popolo della libertà




La vicenda per cui è accusato Julian Assange ha dell'incredibile.
Ed io che credevo che quello svedese fosse il popolo della libertà.


A.S.

giovedì 25 novembre 2010

Società & Politica. Lectio Maronis

La politica ha il suo linguaggio. O meglio, ha un linguaggio per ogni occasione, per ogni evenienza.
Troppo spesso la politica italiana, riguardo alla criminalità organizzata, ha usato il linguaggio del "non dire": parole tanto ferme quanto generiche e dunque vuote, inutili; espedienti verbali mirati alla prudente copertura del fustigatore di turno.
Troppe poche volte, invece, la politica italiana ha usato le parole per denunciare, nomi e cognomi, fatti e misfatti, l'industria del crimine. E tutti coloro che hanno voluto offrire al proprio paese questa prova di coraggioso senso civico, hanno pagato con la vita. Il nome di Pio La Torre può bastare come esempio illuminante.
Senonché, il ministro dell'Interno pretende (quasi comanda) per sé la ribalta televisiva, allo scopo di sciorinare una sfilza di dati che attestano quanto lo Stato è riuscito a fare nella lotta alle mafie. Tutto vero, per carità. Soltanto che nelle intenzioni del ministro, la sciorinata doveva servire ad allontanare dal suo partito le pesanti ombre allungate dalle indagini della DIA: altro esempio di mistificazione verbale. Già, perché lo Stato che colpisce le mafie è l'insieme di Magistratura e forze di pubblica sicurezza con le loro Divisioni e corpi speciali. Lo Stato - per definizione - non è il governo, non è un ministero e non è, tanto meno, un partito. I successi contro le mafie non hanno atteso questo ministro e questo governo, come non appartengono ad alcun altro ministro e governo in particolare.
E non ha alcuna importanza che questo ministro e tanti suoi colleghi di partito siano (come certamente saranno) immuni da collusioni mafiose, perché se non si può dire che la Lega sia collusa con la mafia, ad oggi non si può nemmeno affermare - viste le indagini DIA - che tutto il partito sia pulito. Perché come spiega Saviano (che però secondo qualcuno è un povero allocco che non sa scrivere ed esprimersi, al punto di prendere lezioni dal saxofonista celtico) la camorra (la mafia in genere) non ti punta subito la pistola alla testa. No, si presenta in modo gentile, distinto, affabile e ti propone affari vantaggiosi e, in apparenza, leciti.
Peccato che persone senza dubbio più intelligenti e avvedute del povero scrittore casertano, non riescano proprio a rendersi conto che un affare esageratamente vantaggioso, inevitabilmente, nasconde un terribile inganno.

Francesco Obinu

mercoledì 24 novembre 2010

Società e Politica.


L’allusione di Saviano era motivata da un nome emerso in un’inchiesta della DIA: Angelo Ciocca. Chi vuole faccia un giro in rete e poi tragga le proprie conclusioni. Una rondine non fa primavera (o, in questo caso, inverno)? Una rondine gigantesca è più preoccupante. In ogni caso, se la penetrazione della criminalità organizzata al Nord è un fatto acclarato (non da Saviano, ma dalla DIA = Direzione Investigativa Antimafia) così come è acclarato che da quindici anni le amministrazioni del Nord sono in gran parte in mano al centro-destra (e quindi anche e soprattutto alla Lega), Maroni e soci possono dire quello che vogliono, ma l’evidenza è un’altra. Certo, deve essere fastidioso sentirsi dare dei mafiosi, per giunta da un casertano, quando un intero progetto politico-culturale, quello leghista, è stato costruito e coltivato sapientemente sulla propaganda antimeridionale (a voler essere teneri). Il fatto è che tra depenalizzazione di reati, tempi lunghi della giustizia, presunzione di innocenza, insufficienza di prove e prescrizioni varie, nessuno è colpevole, nessuno è responsabile, nessuno è sospettabile. E questo deve valere per i (cattivi) magistrati e per i (cattivi) giornalisti. È tempo di preparare il presepe. Te piace 'o presepe?



Alessandro Soddu