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martedì 27 agosto 2013

Ho letto su Facebook che su “La Nuova Sardegna” hanno scritto che sul blog di Grillo si difende Bosa dalla terribile costruzione di un campo da golf, quasi peggio del campus universitario che non verrà costruito a Sassari.


Il comitato “non costruiamo un bel niente in Sardegna” ha dato vita ad una serie incazzosa di commenti scontenti su Facebook.
Io, lettrice di social, vorrei dire quanto segue nel rispetto di tutti i trecento amici che ho, amanti dell’Ichnusa e non.

Posso capire il sentimento di rabbia visti i disastri operati con l’industria petrolchimica; posso capire lo sgomento di fronte all’ennesimo colpo basso della politica sarda, che non fa altro che dire di sì al peggior offerente in vena di investire soldi nell’isola, dagli anni Sessanta ad oggi; posso capire l’indignazione dei bosani che vorrebbero – com’è giusto – disporre del loro territorio come meglio credono. Quello che non posso capire è questo tipo di comunicazione grillesca, fatta di no categorici, chiusure, quasi sulla scorta di un desiderio di isolamento innaffiato con litri di intolleranza verso l’altro, verso il nemico-che-viene-ad-invadere-la-fantastica-e-pura-sardegna. Mi spiego: se a casa mia venisse un alieno e mi dicesse “farò una piscina qua nel tuo salotto” io non gli direi “se non te ne vai entro tre secondi ti prendo a calci, a me le piscine fanno schifo”; cercherei di discutere, di proporre, che ne so, “facciamo una piccola pozzanghera nella terrazza, ne avrei più bisogno per dissetare gli uccellini”.

Personalmente, trovo che l’idea di un paradiso per pochi ribelli sia anacronistica, oltre che poco democratica. No? Che poi il salto di Quirra è sempre lì a ricordarvi che il paradiso è perduto. La Sardegna è un’area fortemente depressa economicamente e sì, l’ichnusa è una bevanda olandese di pessima qualità che nasconde l’alcolismo diffuso dietro una bandiera assorbita dal marketing, c’è poco da fare i fighi. Nella ridente e incontaminata Sardegna servono strade, servono servizi, servono sostegni intelligenti all’economia, servono interventi per la continuità territoriale, serve una cultura votata all’apertura e al progresso umano, serve il dialogo. E se ogni volta che queste storiacce messe in atto dai nostri conterranei danno vita a manifestazioni di intolleranza che non portano a niente, allora davvero non solo siamo barbari, ma siamo anche un po’ primitivi.  


A Denise Pisanu piace questo elemento. 
(siamo tutti un po' bosani, particelle di dio, che ci piaccia oppure no)

martedì 30 luglio 2013

Sassari, una bella città



Il fatto: sabato 27 luglio, piazza Tola, notte fonda, due ragazzi vengono picchiati e insultati perché gay.

Possibili spiegazioni:

1)      le due vittime, pulite e profumate (ovvio), hanno scatenato l’ira di un gruppo di ragazzi sporchi e stressati dalla continua, misteriosa, indecente chiusura dell’acqua disposta da Abbanoa;

2)      le due vittime sono state scambiate per i bibliotecari della biblioteca comunale di piazza Tola e sono state malmenate per gli orari di apertura della stessa:

Lunedì  9.00-13.30 / 16.00-18.15

Martedì 9.00-13.30 / 16.00-18.15
Mercoledì9.00-13.30/16.00-18.15
Giovedì 9.00-13.30 / 16.00-18.15
Venerdì 9.00-13.30 

3)      le due vittime avevano parcheggiato in uno degli 85 parcheggi per invalidi disseminati nei dintorni di piazza Tola. Pare che i delinquenti dicessero: vuoi il mio posto?

4)      i teppistelli di piazza Tola volevano solo andare al cinema; esasperati dalla vergognosa assenza di sale cinematografiche che affligge la città, hanno picchiato i primi due ragazzi ozianti e felici nonostante tutto.

Si fa per ridere, naturalmente.

Il sit-in organizzato dal MOS (Movimento Omosessuale Sardo) per oggi 30 luglio, in piazza Tola, è doveroso. Perché il silenzio di fronte ad un fatto violento non può essere la risposta di una città colta (nonostante tutto), pulita (nonostante tutto) e onesta (nonostante tutto) come Sassari.

NO ALLA VIOLENZA (sscm).

DenisepisanU (direttamente da piazza Tola)