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mercoledì 6 novembre 2013
Interiora. Tranquilli, ragazzi.
- Ma...ma non penserai che...
- No, tranquillo.
- Ma...ma non starai mica pensando che...
- No, tranquillo.
- Davvero, non stai pensando che...
- No, tranquillo.
- Ti prego, non vorrei che pensassi...
- No, tranquillo.
A.S.
venerdì 14 giugno 2013
Interiora. Perché non parlo
Ci sarebbe tanto da dire, o è stato già detto tutto (molto)
Aver fiducia nelle istituzioni e nella Costituzione
Aver fiducia nella democrazia
Aver fiducia nel web (in web we trust)
Aver fiducia nell'Europa
Aver fiducia nella primavera
Aver fiducia nella Primavera Araba
Aver fiducia negli Stati Uniti d'America
Aver fiducia in papa Francesco
Sì o no, sì e no, sì è no
Quante storie per dire che un pezzo di mondo sembra finito
A.S.
lunedì 29 aprile 2013
venerdì 27 aprile 2012
lunedì 27 febbraio 2012
Interiora. Vuoto sincronizzato
Come se all’improvviso fosse tutto più chiaro. Senza sensi, senza valori, senza memoria. Con l’unico impulso della fame. Demofobia, idiozia e sapori.
A.S.
sabato 20 marzo 2010
martedì 16 febbraio 2010
Interiora. Carnevale a scuola, un ricordo
venerdì 18 dicembre 2009
Interiora. Sull'ali del tonno

Rivedere cose dell’infanzia non è sempre una buona idea. Tanto ormai è passata e chi se ne frega e meno male. Però ieri, com’è come non è, ho visto un pezzo di Pinocchio di Comencini. Un capolavoro, ma anche una tristezza titanica. Un set cupo, cupissimo. Personaggi toscani laidi che evocano il miglior Pacciani (o forse non è vero il contrario?). Morale e immoralità che trasudano da ogni fotogramma. Tutto questo mentre sul canale accanto Lupi e Di Pietro se le davano (verbalmente) di santa ragione. Nessuna voglia di fare facili paralleli. Ho spento tutto e buonanotte.
Alessandro Soddu
giovedì 9 luglio 2009
Interiora. My space book del tube
A cosa serve, se serve, un blog? Può sembrare contraddittorio, anzi, lo è senz’altro, parlare in termini critici di un mezzo di espressione nel momento stesso in cui se ne fa deliberatamente uso. Eppure è doveroso riflettere sulle illusioni e frustrazioni del web, nell’intimo e nel politico (la rivolta degli Uyguri e quella iraniana insegnano). Riponiamo troppe speranze nel canale comunicativo che può crearsi attraverso la rete. La sua struttura e le sue potenzialità sono superiori all’uso che se ne fa e alle relative conseguenze. Perciò la volontà e le aspettative ne escono molto spesso a pezzi. A trionfare è la tirannia gossipara e voyeuristica di You tube, mentre “siti” e blogs diventano altrettanti cimiteri di internet. Anche l’e-mail ci ha illuso che tutto e tutti fossero immediatamente raggiungibili e sarebbe effettivamente così, a patto però che dall’altra parte ci sia la volontà di ascoltarci e di risponderci. Il che non è automatico né frequente. Da qui la frustrazione, la stessa che passa per le linee dei telefonini e in particolare per le icone degli sms che vanamente aspettiamo sul display. Solitudine, eccitazione e poi tristezza, bruciore agli occhi e dolori alle mani: il computer lascia su di noi i suoi segni materiali e immateriali, gli stessi segni ancestrali della masturbazione. La tecnologia, soprattutto quella più raffinata, riporta gli adulti a riflettere e dannarsi su questioni che credevano superate. Improvvisamente si riprende a “uscire” con il serio rischio di non riuscire più a “rientrare”. Credo nel web e nel blog – è chiaro – ma vorrei crederci di più e non ci riesco.
Alessandro Soddu
Alessandro Soddu
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