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domenica 9 marzo 2014

Femminicidio è una parola oscena nel senso beniano del termine.

L'argomento è semplice: quando un uomo picchia una donna il poveraccio è lui. Dunque aiutiamolo, meschinetto. Mandiamolo a fare delle marce vestito di rosa, abbracciamolo, facciamogli capire che va tutto bene, che è al sicuro, che non deve avere paura, che la mamma gli vuole bene lo stesso eccetera.

Quando un uomo picchia una donna va guardato con pietà, ospedalizzato, arrestato, inserito in poderosi programmi di recupero. Dovremmo fare dei meeting e domandarci: perché l'uomo è così sessualmente represso e frustrato? Vuole forse mettersi una gonna? Vuole poter guardare delle commedie romantiche o fare foto al tramonto senza sentirsi un po' omosessuale? Cosa ancora lo tormenta?
  
Mi pare però che la società stia affrontando la presunta grave situazione in maniera errata. Come? Esemplificando, è come se per l'annoso problema della caccia alle balene (animale che ha tutta la mia simpatia) la società facesse dei corsi di autodifesa per le balene. Sono certa che le balene reagirebbero così: ??? Quelle più fighe, perlomeno. 
Ebbene, se proprio vogliamo banalizzare e deformare la questione riducendola ad un problema di genere, io dico che non sono le donne a doversi difendere, bensì gli uomini a doversi curare. 

Denise Pisanu: W R O N G