Il governo "tecnico" vedeva la luce per mettere in atto le misure necessarie (almeno secondo gli standard liberisti, ai quali sembra avere aderito in modo convinto lo stesso Presidente della Repubblica, un tempo uomo di sinistra) a riportare sotto controllo i parametri finanziari italiani, pena il default del sistema economico (ma in Grecia le stesse misure sembrano non poterlo evitare, anzi...).
Il governo tecnico ha fatto quel che doveva fare in merito (speriamo e tocchiamo...). E va bene.
Il governo tecnico, però, sta provando a fare anche dell'altro. Sta provando ad intervenire su temi di fondamentale rilevanza sociale, in particolare quello della tutela dei lavoratori rispetto alla possibilità di licenziamento.
Non credo che il governo tecnico sia legittimato ad operare questo genere di interventi. Soltanto un governo politico, eletto dalla maggioranza dei cittadini, può prendere determinazioni su questioni che investono direttamente le garanzie costituzionali.
Se il piano finanziario anti-default è completo, il governo tecnico dovrebbe limitarsi all'ordinaria amministrazione fino alle nuove elezioni, da raggiungersi il più presto possibile attraverso una crisi pilotata. Senza frapporre ritardi e, soprattutto, senza indulgere alla voglia di protagonismo di qualche ministro... in cerca d'autore.
F. O.