La politica ha il suo linguaggio. O meglio, ha un linguaggio per ogni occasione, per ogni evenienza.
Troppo spesso la politica italiana, riguardo alla criminalità organizzata, ha usato il linguaggio del "non dire": parole tanto ferme quanto generiche e dunque vuote, inutili; espedienti verbali mirati alla prudente copertura del fustigatore di turno.
Troppe poche volte, invece, la politica italiana ha usato le parole per denunciare, nomi e cognomi, fatti e misfatti, l'industria del crimine. E tutti coloro che hanno voluto offrire al proprio paese questa prova di coraggioso senso civico, hanno pagato con la vita. Il nome di Pio La Torre può bastare come esempio illuminante.
Senonché, il ministro dell'Interno pretende (quasi comanda) per sé la ribalta televisiva, allo scopo di sciorinare una sfilza di dati che attestano quanto lo Stato è riuscito a fare nella lotta alle mafie. Tutto vero, per carità. Soltanto che nelle intenzioni del ministro, la sciorinata doveva servire ad allontanare dal suo partito le pesanti ombre allungate dalle indagini della DIA: altro esempio di mistificazione verbale. Già, perché lo Stato che colpisce le mafie è l'insieme di Magistratura e forze di pubblica sicurezza con le loro Divisioni e corpi speciali. Lo Stato - per definizione - non è il governo, non è un ministero e non è, tanto meno, un partito. I successi contro le mafie non hanno atteso questo ministro e questo governo, come non appartengono ad alcun altro ministro e governo in particolare.
E non ha alcuna importanza che questo ministro e tanti suoi colleghi di partito siano (come certamente saranno) immuni da collusioni mafiose, perché se non si può dire che la Lega sia collusa con la mafia, ad oggi non si può nemmeno affermare - viste le indagini DIA - che tutto il partito sia pulito. Perché come spiega Saviano (che però secondo qualcuno è un povero allocco che non sa scrivere ed esprimersi, al punto di prendere lezioni dal saxofonista celtico) la camorra (la mafia in genere) non ti punta subito la pistola alla testa. No, si presenta in modo gentile, distinto, affabile e ti propone affari vantaggiosi e, in apparenza, leciti.
Peccato che persone senza dubbio più intelligenti e avvedute del povero scrittore casertano, non riescano proprio a rendersi conto che un affare esageratamente vantaggioso, inevitabilmente, nasconde un terribile inganno.
Francesco Obinu
giovedì 25 novembre 2010
mercoledì 24 novembre 2010
Società e Politica.

L’allusione di Saviano era motivata da un nome emerso in un’inchiesta della DIA: Angelo Ciocca. Chi vuole faccia un giro in rete e poi tragga le proprie conclusioni. Una rondine non fa primavera (o, in questo caso, inverno)? Una rondine gigantesca è più preoccupante. In ogni caso, se la penetrazione della criminalità organizzata al Nord è un fatto acclarato (non da Saviano, ma dalla DIA = Direzione Investigativa Antimafia) così come è acclarato che da quindici anni le amministrazioni del Nord sono in gran parte in mano al centro-destra (e quindi anche e soprattutto alla Lega), Maroni e soci possono dire quello che vogliono, ma l’evidenza è un’altra. Certo, deve essere fastidioso sentirsi dare dei mafiosi, per giunta da un casertano, quando un intero progetto politico-culturale, quello leghista, è stato costruito e coltivato sapientemente sulla propaganda antimeridionale (a voler essere teneri). Il fatto è che tra depenalizzazione di reati, tempi lunghi della giustizia, presunzione di innocenza, insufficienza di prove e prescrizioni varie, nessuno è colpevole, nessuno è responsabile, nessuno è sospettabile. E questo deve valere per i (cattivi) magistrati e per i (cattivi) giornalisti. È tempo di preparare il presepe. Te piace 'o presepe?
Alessandro Soddu
martedì 23 novembre 2010
Politica. Altre due voci "collettive"
Popolo. È l’entità collettiva suprema, depositaria infallibile della verità e della giustizia. Al popolo guardano sovrani e loro surrogati per attingere insindacabile consenso, che deve necessariamente coincidere con la loro volontà. Dunque, il popolo, come entità autonoma, non esiste.
Consumatori. Entità composta da cittadini con un reddito ancorché minimo deputata al mantenimento della stabilità economica nazionale a prescindere dalle proprie reali esigenze e possibilità. Corteggiata fino all’ultimo secondo prima dell’emissione o meno dello scontrino fiscale, perde progressivamente peso fino a confondersi con il popolo.
Consumatori. Entità composta da cittadini con un reddito ancorché minimo deputata al mantenimento della stabilità economica nazionale a prescindere dalle proprie reali esigenze e possibilità. Corteggiata fino all’ultimo secondo prima dell’emissione o meno dello scontrino fiscale, perde progressivamente peso fino a confondersi con il popolo.
Alessandro Soddu
sabato 20 novembre 2010
Società. Monoscopo?
E non monoscopio. Non credo che la tv generi passività o solo passività. Piuttosto attività, deviata verso obiettivi più o meno edificanti. Questione di gusti. Comunque nove milioni per ascoltare Saviano (e non solo) sono un dato incoraggiante rispetto a qualsiasi cifra di fronte a Emilio Fede o Massimo Giletti.
A.S.
venerdì 19 novembre 2010
Tv. E' che la gente poi ci prende confidenza.

Oggi la tv tende a far percepire la realtà in un certo modo al fine di favorire certi poteri, solitamente quelli che la finanziano (non crederete davvero che esista un canone da pagare?). Ciò non vuol certo dire che gli intenti dei prodotti televisivi non siano buoni, nient'affatto. Vuol dire semmai che le discussioni circa i contenuti dei programmi sono abbastanza inutili. Il problema è il contenitore. Insomma, non scopro niente. Il punto è che sono convinta che l'idiota che oggi alle 13 mi ha bloccato l'ingresso al garage sia uno di quegli italiani che si meraviglia, s'indigna e s'incazza davanti ai monologhi di Saviano. Ok, ok, è vietato parlar male di Saviano, lo so; però mi serve solo per esprimere un concetto (quindi se sei un fan di Saviano, sostituisci il nome con Maria De Filippi o Fiorello o Simona Ventura o Bruno Vespa, ok? Peace and love!). Mi spiego meglio: la tv insegna la passività. Così mentre tu sei seduto sul divano con gli occhi illuminati dal bianco delle luci degli studi televisivi ti sembra di ragionare perchè provi delle cose (negative, vero?); ma non stai ragionando amico, stai solo assorbendo il pensiero di qualcun altro che guadagna dei soldi per tenerti lì sul divano a non farti pensare con la tua testa.
Questo è pericoloso. La passività è pericolosa. E la tv la insegna.
Ora, ovviamente ognuno è libero di impiegare il proprio tempo come meglio crede, ma se tu, stupido idiota con il libro di Saviano sul parabrezza della macchina decidi di parcheggiare davanti al mio garage, cosa sei se non uno che non usa più il cervello, cosa?
Omaggi alla tv
Chiudo il post con i primi 50 modi che mi vengono in mente per definire un omosessuale: Marco, Giuseppe, Denise, Andrea, Barbara, Elisabetta, Gianluca, Claudia, Mario, Paolo, Elisa, Valeria, Manuela, Stefania, Antonio, Alessandro, Caterina, Gianluigi, Piero, Daniela, Adriano, Livia, Antonella, Chiara, Carla, Marta, Massimo, Francesco, Alessandra, Graziella, Maria, Antonello, Lucia, Sofia, Giusi, Davide, Cristian, Giovanna, Mirella, Laura, Bruno, Stefano, Domenico, Cinzia, Martina, Sonia, Luca, Maya, Salvatore e infine Consuelo.
Denise Pisanu
lunedì 15 novembre 2010
Satira. Hanno ucciso Scalda Bagno
Chi sia stato non si sa: forse quelli della Mala, forse la Pubblicità – come direbbe Max Pezzali.
Ma non è il Festivalbar e gli 883 hanno avuto un'eclisse tale, che neanche Johnson e Michael Righeira!
Potremmo sguinzagliare detective migliori, ma in questo caso il maresciallo Rocca non serve. No, qui il colpevole è facilmente individuabile. Gli indizi lo inchiodano, oltre ogni ragionevole dubbio: è lui, è Frankie Sorriso.
La sua diabolica macchina fabbrica-prosperità ha pervaso il paese di ottimismo puro e ha reso tutti più ricchi! Anche gli ultimi komunisti-komunisti-komunisti, che volevano rendere tutti più poveri, si sono dovuti arrendere all'evidenza: l'opulenza ormai trabocca da ogni dove!
Il consumismo sfrenato non è più per pochi, la tromba del mediashopping squilla forte. Sono finiti i tempi delle spesucce strette strette, fatte con l'obiettivo di arrivare alla sospirata fine del mese. Adesso – finalmente!! – tutti possiamo avere in casa la nostra palestra super-accessoriata, smontabile e comodamente riponibile sotto il letto.
Riciclo? Recupero? Riparazioni? Ma per favore, sono finiti quei tempi! Tenere la stessa macchina per dieci anni, chiamare il tecnico per rimettere in funzione il televisore o la lavabiancheria sono tristi consuetudini che non ci riguardano più. Adesso – finalmente – possiamo spendere e spandere!!
Certo, come è sempre capitato nel corso della storia dell'umanità, anche stavolta qualcuno non ha capito la portata epocale del cambiamento e ha provato addirittura ad opporsi ad esso.
L'idealista – e perciò perdente – Scalda Bagno pensava di poter continuare a piazzare obsoleti computer o telefonini fabbricati addirittura da tre-quattro anni; pensava di poter ancora sfidare il potente Capitalismo con il mercato del rubato-sicuro: sbagliava.
Francesco Obinu
Ma non è il Festivalbar e gli 883 hanno avuto un'eclisse tale, che neanche Johnson e Michael Righeira!
Potremmo sguinzagliare detective migliori, ma in questo caso il maresciallo Rocca non serve. No, qui il colpevole è facilmente individuabile. Gli indizi lo inchiodano, oltre ogni ragionevole dubbio: è lui, è Frankie Sorriso.
La sua diabolica macchina fabbrica-prosperità ha pervaso il paese di ottimismo puro e ha reso tutti più ricchi! Anche gli ultimi komunisti-komunisti-komunisti, che volevano rendere tutti più poveri, si sono dovuti arrendere all'evidenza: l'opulenza ormai trabocca da ogni dove!
Il consumismo sfrenato non è più per pochi, la tromba del mediashopping squilla forte. Sono finiti i tempi delle spesucce strette strette, fatte con l'obiettivo di arrivare alla sospirata fine del mese. Adesso – finalmente!! – tutti possiamo avere in casa la nostra palestra super-accessoriata, smontabile e comodamente riponibile sotto il letto.
Riciclo? Recupero? Riparazioni? Ma per favore, sono finiti quei tempi! Tenere la stessa macchina per dieci anni, chiamare il tecnico per rimettere in funzione il televisore o la lavabiancheria sono tristi consuetudini che non ci riguardano più. Adesso – finalmente – possiamo spendere e spandere!!
Certo, come è sempre capitato nel corso della storia dell'umanità, anche stavolta qualcuno non ha capito la portata epocale del cambiamento e ha provato addirittura ad opporsi ad esso.
L'idealista – e perciò perdente – Scalda Bagno pensava di poter continuare a piazzare obsoleti computer o telefonini fabbricati addirittura da tre-quattro anni; pensava di poter ancora sfidare il potente Capitalismo con il mercato del rubato-sicuro: sbagliava.
Francesco Obinu
giovedì 11 novembre 2010
Necrologie. Lapsus in lapide

Scopertura lapide in onore di Francesco Cossiga. Inaugurazione Anno Accademico 2010-2011. Sassari, 5 novembre 2010 - Aula magna dell'Università.
Sulla lapide, da sinistra a destra: stemma del Giudicato di Arborea, stemma della Regione Sardegna, stemma della Repubblica Italiana, bandiera dell'Unione Europea, sigillo dell'Università di Sassari.
A.S.
martedì 9 novembre 2010
Società e Politica. La malvagità del banale
Il coraggio di staccare la spina: questa frase rimbomba nel dibattito politico di questi giorni quasi come uno slogan a noi familiare (tipo “il piacere di fare la spesa”). Eppure, da dove nasce? Ma certo! Dai casi drammatici di Piergiorgio Welby, Luca Coscioni, Giovanni Nuvoli, Eluana Englaro e di tanti altri meno noti esseri umani che hanno passato l’ultima parte della loro esistenza tra la vita e la morte, nella disperata ricerca di avere almeno la libertà di decidere per l’interruzione del loro personale calvario. Perché, loro sì, avevano il coraggio di far staccare la spina dei macchinari che li tenevano artificialmente in vita. Chi invece ieri non lo ha avuto il coraggio di legiferare nella direzione del rispetto della dignità e libertà umana oggi usa con grande nonchalance questa espressione per descrivere metaforicamente la volontà di porre fine al governo Berlusconi. È facile giocare con le parole. Abbiano invece il buon gusto tutti questi autorevoli retori di sforzarsi per trovare le parole adeguate per parlare della fine di un governo quale che sia, lasciando almeno in pace la memoria dei caduti.
Alessandro Soddu
Alessandro Soddu
lunedì 8 novembre 2010
Politica. Quattro voci “collettive”
Gente. È l’entità collettiva che ci include nei momenti di necessità e della quale abbiamo schifo quando evidenziamo comportamenti socialmente negativi. Perché siamo incapaci di assumerci fino in fondo la responsabilità delle nostre azioni, mentre siamo più spesso pronti a derogare, per il nostro utile individuale, alle regole democratiche imposte alla collettività.
Territorio. È il mondo reale al quale guardano le forze politiche nel momento in cui dichiarano di volere recuperare il dialogo con l’elettorato. Dal territorio dovrebbero venire, dunque, oltre che i voti, le istanze di natura sociale ed economica. Il saldo si misura invece in termini di prebende clientelari, che si tradurranno in proporzionali pacchetti di voti.
Società civile. È quella parte della collettività, tendenzialmente di centrosinistra, caratterizzata da un genuino impegno sociale e culturale, fine a sé stesso, capace di esprimere sentimenti nobili ma anche di manifestare con forza il malessere verso il decadimento dell’etica pubblica. La società civile è perennemente corteggiata ma mai sposata dalle principali forze politiche.
Famiglia. Composta dagli stessi cittadini che partecipano o subiscono le scelte della vita politica, alla famiglia intesa come nucleo umano rassicurante, depositario di valori potenzialmente positivi (a cominciare da quello della sopravvivenza della specie), guardano con programmatico e propagandistico favore tutte le forze politiche. Ma è chiaro, anche se nessuno lo dice esplicitamente, che quando si parla di famiglia in Italia si intende quella conservatrice e cattolica.
Territorio. È il mondo reale al quale guardano le forze politiche nel momento in cui dichiarano di volere recuperare il dialogo con l’elettorato. Dal territorio dovrebbero venire, dunque, oltre che i voti, le istanze di natura sociale ed economica. Il saldo si misura invece in termini di prebende clientelari, che si tradurranno in proporzionali pacchetti di voti.
Società civile. È quella parte della collettività, tendenzialmente di centrosinistra, caratterizzata da un genuino impegno sociale e culturale, fine a sé stesso, capace di esprimere sentimenti nobili ma anche di manifestare con forza il malessere verso il decadimento dell’etica pubblica. La società civile è perennemente corteggiata ma mai sposata dalle principali forze politiche.
Famiglia. Composta dagli stessi cittadini che partecipano o subiscono le scelte della vita politica, alla famiglia intesa come nucleo umano rassicurante, depositario di valori potenzialmente positivi (a cominciare da quello della sopravvivenza della specie), guardano con programmatico e propagandistico favore tutte le forze politiche. Ma è chiaro, anche se nessuno lo dice esplicitamente, che quando si parla di famiglia in Italia si intende quella conservatrice e cattolica.
Alessandro Soddu
giovedì 4 novembre 2010
Società e Politica. Ruby Nude
Società & Politica. Perché?
I motivi di preoccupazione nel nostro paese non mancano. Ma - primo - continuare ad indignarsi o, dall'altra parte, provare a sviluppare interpretazioni più o meno credibili sul piano politico, di fronte alle "strane" gesta di quel "disumano" lavoratore non è più sufficiente: ormai si deve chiudere la partita, senza ulteriori indugi.
Secondo: la sconfitta elettorale di Obama e del Democratic Party nelle consultazioni americane di mid term rappresenta un motivo d'inquietudine forse anche maggiore.
Secondo: la sconfitta elettorale di Obama e del Democratic Party nelle consultazioni americane di mid term rappresenta un motivo d'inquietudine forse anche maggiore.
Perché i cittadini statunitensi hanno voltato le spalle al loro presidente in così grande numero?
Perché il movimento neoconservatore e filorepubblicano del Tea Party ha raccolto tanti consensi in così breve tempo?
La voglia di "nuovo", che spinse Obama fino alla Casa Bianca a cavallo di uno tsunami di entusiasmo popolare, è già finita?
La sconfitta del presidente colored e progressista è dovuta alle sue scelte coraggiose in favore del miglioramento della condizione di vita dei ceti più deboli, in particolare all'aumento della pressione fiscale sui grandi redditi (che negli Usa sono veramente grandi) e alla riforma del sistema di assistenza sanitaria, allargato ai milioni di poveri che non possono permettersi la stipula di una polizza-salute?
Se fosse davvero così, significherebbe che i gruppi sociali agiati (il caso in questione è americano, ma analoghi segnali di egoismo classista li possiamo scorgere in Italia, in Europa, in tutto il mondo "ricco") non tollerano un'azione di governo che intacchi, anche solo in parte, la consistenza del loro potere economico-finanziario. Beninteso: pur senza che la loro preminenza sociale e l'influenza politica ai massimi livelli, che dal potere economico deriva, ne resti comunque compromessa.
E allora, se davvero si trattasse di "egoismo classista", cioè dell'incapacità di accettare di avere un po' di meno affinché tanti altri possano vivere un po' meglio, ovvero più in linea con le esigenze della dignità umana, quali alternative restano agli uomini e alle donne che rivendicano, giustamente, migliori condizioni di vita?
Se la via politica democratica per il progresso sociale è resa inefficace, cos'altro resta da fare?
Francesco Obinu
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