venerdì 30 aprile 2010

Lui, Lei, l’Altra e la Bestia

Milano, 29 aprile 2010

Devo prendere l’autobus, è notte. Alla fermata, per terra, una persona sdraiata, coperta da una giacca, pare dormire. Vicino, Lei. Premurosa, cerca di stabilire un contatto, si china sull’Altra, forse le chiede se sta male. L’Altra non risponde, o è ubriaca, mugugna, non so. È vecchia, sdentata, scura di pelle. Lui è al telefono, suppongo stia chiamando un’ambulanza.

Se ne stanno occupando loro, sono immigrati, facce di gente che va in chiesa. Io da brava milanese non mi immischio – non ho nemmeno competenze particolari di pronto soccorso. Faccio un giro nei dintorni in attesa dell’autobus.

Al ritorno vedo prima un soldato che telefona, dà le coordinate del luogo, poi una camionetta dell’esercito ferma proprio davanti alla fermata. Lui e Lei ora sono un poco distanti, guardano. C’è un altro soldato nei paraggi. Arrivano anche due carabinieri, di cui uno molto gallonato, e l’altro meno. Penso che la scena sia fortemente incongrua – se uno sta male si chiama l’ambulanza, ma non so se è effettivamente colpa della telefonata di Lui, oppure se è semplicemente il giro di ronda delle numerose forze dell’ordine che garantiscono la nostra sicurezza.

I carabinieri si avvicinano all’Altra, ancora sdraiata come se volesse dormire. Succede qualcosa di ancora più incongruo. Quello molto gallonato non si china a parlare con l’Altra, le dà un calcio verso i piedi, come per svegliare qualcuno che si odia, no, che si disprezza. “Allora!” dice, dicono. Quello poco gallonato subito dopo rinforza il messaggio: le dà un calcio nelle reni. Forte. La Bestia, penso. L’Altra urla di dolore, Lui ride, Lei è girata, non so se ride. Ma Lei a Lui non dice niente. Ma forse non si è accorta che ha riso. Anche il molto gallonato assiste senza dire nulla, si allontana per telefonare, comunicare, chiamare altri bastardi in divisa, non lo so. Io mi avvicino, mi metto di fianco alla Bestia, alla stessa distanza dall’Altra sdraiata.

“Eh, questi non si muovono…” dice la Bestia, rispondendo alla mia mera presenza fisica.

“Vaffanculo” dice l’Altra.

“Vedi, mi ha anche mandato affanculo.”

“Lei le ha dato un calcio” Lo dico con il tono della constatazione, non del rimprovero. Questo è una Bestia, perciò gli do del lei.

“Lei chi è?” dice come per rispondere. Ma non è una risposta.

“Sono una persona. Sto tornando a casa con l’autobus.”

L’Altra dice che lo dirà all’avvocato.

“Sto tutto il giorno in mezzo ai delinquenti” (i suoi colleghi, suppongo) “figuriamoci se ho paura di te o di lei”. Non gli fa paura l’avvocato dell’Altra. Non gli fa paura che l’Altra gridi di dolore. Non gli fa paura che qualcuno si accorga che lui ha sferrato un calcio a una donna a terra, che forse sta male.

Ecco come si fa ad ammazzare Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi e tutti gli altri – mi perdonino che non ricordo i loro numerosi nomi.

“Mi faccia vedere i documenti”. Arriva l’autobus. “Devo prendere l’autobus” dico mentre li cerco. “Vai, vai” mi dice col tono di chi fa un favore. A me o a se stesso?

A me, in questo paese di merda di razzisti violenti e bastardi impuniti in divisa.

Syd di Milano

giovedì 29 aprile 2010

Politica. The Champions!



E così sarebbero loro gli sfidanti per la prossima tornata elettorale del Comune di Sassari, prevista per la fine di maggio. Gianfranco Ganau lo conosco un pochino, avendolo già votato con convinzione cinque anni fa (ma sarebbe meglio dire un secolo fa). Verrà ricordato come il sindaco-rotatoria. Lascio al lettore l’interpretazione letterale e allegorica. Giacomo Sanna non lo conosco personalmente, ma risulta essere leader del Psd’Az, partito di lotta(?), di governo e di opposizione (la politica dei due forni a la sassaresa: uno per la fainè, l’altro per le pizze). Da ragazzino mi sono entusiasmato per il vento sardista di Mario Melis e Michele Columbu. Poi sono cresciuto e ho capito meglio come girano i venti. L’unica curiosità è vedere se il Berlusca planerà in Piazza d’Italia per investire feudalmente il nuovo campione del centrodestra. Peccato che la Cavalcata sia la domenica prima.

Alessandro Soddu

Controcalcio. L'agonia dell'agonismo

Si sa, all'uomo piacciono le belle illusioni, ne ha bisogno per vivere.

Per questo, nonostante l'affaire Moggi dimostri sempre più che tutti quei calciatori dal fisico super curato (dio li benedica!) in realtà non decidono proprio un bel niente con le loro performance atletiche, l'attenzione per gli eventi calcistici non diminuisce manco un poco. Chiedete a Sky!

A me fa tristezza pensare che il risultato di una partita sia deciso da signori grigi in giacche e cravatte, grassi e rachitici, curvi, l'immagine di uno stile di vita privo di una qualsiasi attività fisica, se non quella digitale atta a comporre numeri di telefono.

Naturalmente la questione "farsa" riguarda anche gli altri sport: il doping nel ciclismo e nell'atletica, gli incontri concordati nella boxe, le gare d'appalto truccate per la gestione di parcheggi comunali, eccetera. Ma se ne parla meno. Perché il calcio è più popolare, muove sentimenti ancestrali, è semplice semplice e - cosa affatto trascurabile per studiare il fenomeno - se ti ci vuoi cimentare, trovi un campetto ogni 500 metri in tutte le città.

La passione per il pallone trascende tutto! E infatti può anche capitare che il figlio di Bossi dica una marea di cose offensive e gravi contro varie minoranze etniche e sessuali e che i media si soffermino e concentrino sul fatto che non tiferà l'Italia ai mondiali. E giù commenti indignati, da destra e da sinistra, dal mondo del calcio a quello delle casalinghe innamorate di Totti.

Ebbene, prendendo le dovute distanze dal suddetto leghista, confesso che io stasera (semifinale di Champions League: Barcellona-Inter) ho sperato - per motivi ludici ma anche un tantino ideologici - che si verificasse quello che si augurava un mio amico juventino: sull'1 a 0, al novantesimo, Balotelli Mario fa autogol ed esulta alzandosi la maglia e mostrando quella blaugrana. Purtroppo non è successo. Ma sarebbe stato così divertente… Molto più del catenaccio, perlomeno.

Ora confido anche io come i greci nei tedeschi.

Vamos a ver.


Denise Pisanu

venerdì 23 aprile 2010

Politica. Dettagli

Di questo acerrimo scontro tra Berlusconi e Fini si sono dette varie cose, molte davvero interessanti. Mieli ieri notte notava che lo scontro con i presidenti della Camera è stato una costante per i presdelcons degli ultimi 15 anni, anche per quelli di centro-sinistra (Prodi-Bertinotti). Ma anche tante altre e quindi non ne farò il riassunto.
Quello che mi pare di non aver sentito però è legato alla mia personale esperienza: l'assenza di una opposizione efficace acuisce sempre gli scontri interni alle maggioranze. Scontri che diventano tanto più deflagranti quanto meno consistente è l'opposizione. Questo non dice niente al PD e ai suoi fratelli dell'IDV?

Mauro Sanna

Politica. Too late



Forse Fini, tra abiure, diuresi e conversioni varie, ha capito che il prezzo per raggiungere il potere è stato troppo alto per la sua dignità personale, del suo “partito” e di quella bagnarola chiamata Repubblica Italiana, di cui, più di ogni altro, a dire il vero, si è sforzato di difendere le istituzioni. Forse davvero si è accorto che la misura è colma. In realtà lo è da un pezzo, ma gli Italiani, si sa, hanno bisogno per completare il lavaggio (di cervello) di almeno venti anni. Purtroppo però da oggi in avanti assisteremo all’ennesimo capolavoro di agonia mediatica, con Fini triturato dalla mattina alla sera nei tg e soprattutto nei "programmi di intrattenimento" Mediaset e Rai. Altro che attacchi sul Giornale. Rinnovo i miei auguri.

Alessandro Soddu

mercoledì 21 aprile 2010

Bloggerie. Scriversi addosso fa bene alla pelle?


Mi piacciono le discussioni, l’invettiva, lo sdegno, l’insulto, lo sberleffo e tutto quanto. Mi piace tutto. Perché tutto passa ma per un attimo sembra davvero importante.
A.S.

martedì 20 aprile 2010

Urbanitas. Sassari in cartulina








Via Mazzini, angolo Via Roma
febbraio 2010
Lista di nozze?




A.S.

venerdì 16 aprile 2010

Politica. E abà?







in sassarese: e adesso?

Già, adesso che lo strappo si sarebbe realizzato, cosa aspettarsi?
Giusto per saperlo, tra i "finiani" si annoverano, tra gli altri, Adolfo Urso, Giulia Bongiorno, Italo Bocchino, Mirko Tremaglia e Mario Baldassarri.
Auguri.








A.S.

mercoledì 14 aprile 2010

LA TV CHE VI DISTRAE


I TRONISTI DEI QUALI AVER PAURA NON SONO SU CANALE 5.

Denise Pisanu

lunedì 12 aprile 2010

Cartolina con dedica


TRAMONTO




Al Presidente del Consiglio dei Ministri


e a quelli che "basta con l'antiberlusconismo!"


(perché non se ne può proprio più di un capo del governo che un giorno sì e l'altro pure incorre in un nuovo rinvio a giudizio)


Sinceramente vostro


Francesco Obinu

venerdì 9 aprile 2010

Società. L'altro mondo

È vero, c'è tutto il resto e non è nemmeno poco. Ma da quando vado a letto a quando mi sveglio la mattina, tutto, dico tutto, in Italia (1) è condizionato dalla presenza di Silvio Berlusconi. Per esempio, poco fa, ascoltando la radio ho sentito delle congratulazioni del presidente francese Sarkozy all'Italia per l'adozione del nucleare. Dunque, intonacato il referendum popolare (ah, ah, ah, ah ah, ah), dobbiamo accettare passivamente le decisioni relative alla nostra salute, insieme a quelle sulla nostra sete e igiene (privatizzazione dell'acqua), sui diritti dei lavoratori (modifica dell'art. 18) e su tanto altro. Decisioni che si insinuano nel quotidiano come gli spot delle compagnie telefoniche. Cari miei, qui l'ossessione-compulsione, il pessimismo, il vittimismo non c'entrano proprio niente, purtroppo.

A.S.


giovedì 8 aprile 2010

Società. Obsession


c'è qualcos'altro?
A.S.

giovedì 1 aprile 2010

Politica. Quel che resta del giorno


Ora invece s'ha da pensare a quel che succederà a Sassari e in Provincia, nella lotta tra il dinosauro zoppo (il centrosinistra) e l'orca assassina (il centrodestra). Con i mezzo i Sardi, che nel nord-Sardegna hanno ultimamente sempre dato fiducia al centrosinistra, ma, come diceva uno, non perché siano "progressisti" ma perché all'ombra del Grattacielo Nuovo tutto è bloccato: il sangue, il battito delle ciglia e quello del piede. Talmente sclerotizzato da non far passare neanche la finta novità del berlusconismo.
Welcome to the Ghost Town!
Alessandro Soddu